Il traffico aumenta il PIL. Non senti i benefici?

Quando guardo il traffico che affligge quotidianamente la nostra bella penisola sorrentina, immagino che le persone imbottigliate siano felici.

Devo per forza immaginarle così, perché così ci hanno sempre insegnato da sempre e continuano a farlo. Cosa? Beh non ci dicono ogni santo giorno che quando il Pil aumenta, automaticamente aumenta anche il nostro benessere?

Non stiamo ogni giorno attaccati a questo zerovirgola in più o in meno, semestrale, mensile, annuale, previsionale?

Fanno addirittura delle trasmissioni di ore ed ore e si danno battaglia senza esclusione di colpi i nostri politici, per accaparrarsi il merito di quello zerovirgola in più. Quindi devo dedurre che chi produce pil stia producendo ricchezza vera e quindi tanta salute e benessere.

Ma che cos’è questo famigerato PIL o Prodotto Interno Lordo? Non è altro che un indicatore monetario. Cioè misura quante merci e servizi si sono scambiate con uso di moneta. Tutto qui.

Quindi, vado a dedurre che quando restiamo, quotidianamente, imbottigliati nel traffico, noi stiamo consumando quella merce che comunemente chiamiamo benzina; e più ne consumiamo più ne dovremo acquistare e quindi contribuiamo all’aumento del PIL e quindi del benessere della collettività.

Eppure io non vedo molte persone felici in auto, imbottigliate, di fretta, stressate. Forse che qualcosa non quadra?

E pensare che con il consumo della merce benzina, stiamo anche contribuendo ad inquinare unbel pò di aria e quindi molte persone rischiano non poco di ammalarsi di malattie anche molto gravi. Ah, infatti l’Italia è ai primi posti per mortalità legate all’inquinamento dell’aria.

E cosa c’entra questo con il PIL? c’entra c’entra. Non sapete che il PIL aumenta – e anche di molto – quando aumentano le spese sanitarie? quando cioè usiamo i servizi sanitari? aumenta anche di molto, e non è un caso che i nostri politici facciano a gara ad averla sotto controllo.

Nel Pil quindi ci sono certamente merci e servizi buoni ma anche tanti, tantissime merci e servizi inutili, non buone e anzi dannose. Quindi cosa ne possiamo dedurre? Ne deduciamo che l’aumento del PIL non significa affatto che aumenta anche il nostro benessere e quindi la nostra felicità o sicurezza di vita non può dipendere certamente dal segno + dinnanzi ad una cifra che contiene di tutto men che meno quello che davvero sevirebbe al benessere di tutti noi.

Quando vi ritroverete nel traffico, pensateci. E pensiamoci tutti noi ogni qualvolta assistiamo, leggiamo o ascoltiamo, discorsi inutili e fuorvianti su questo famigerato PIL

 

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